Careful, parte I


L’incontro con il signor Videoradio ci diede la spinta per cominciare le registrazioni.
Il nucleo del gruppo era all’epoca composto da Alejandro, da William e da me.
Le riunioni preliminari decretarono senza ombra di dubbio che il materiale in nostro possesso era molto poco definito ed estremamente eterogeneo. Si andava da lunghe improvvisazioni strumentali a divertissement funk, a ballate vagamente beatlesiane, a un paio di episodi elettronici.
Non ci davamo nessun filtro, sia per l’ entusiasmo che per l’ingenuità… che per la fretta. Il tempo stringeva e non potevamo certo permetterci di fare cernite.
All’epoca la nostra disponibilità di tempo era di gran lunga maggiore di quella economica: la casa di campagna di Willy (a Rossi, frazione di Lumarzo) divenne lo studio di registrazione, dopo un weekend speso ad incollare i famigerati cartoni delle uova sulle pareti della camera da letto.
La strumentazione a nostra disposizione non ci permise di registrare tutti insieme; fummo costretti a schematizzare le improvvisazioni battuta per battuta, in modo da fornire a Willy, che registrò le parti di batteria prima del resto, qualche schema su cui raccapezzarsi. Io premevo rec e stop, Ale urlava indicazioni o contava le battute a Willy tramite microfono e Willy pestava sui tamburi, il tutto rigorosamente a metronomo.
Le registrazioni durarono un mese, durante il quale la strada per Rossi fu anche interrotta un paio di volte per neve. L’autogestione completa ci lasciò il tempo di lavorare con una certa calma, anche se il calendario avanzava implacabile; il mio strabiliante solo di flauto (di un minuto) in Latin Circle è il frutto di un paio di ore di registrazione!
Ci furono momenti di fanciullesco stupore quando scoprimmo la bellezza del suono del mio ampli che si accendeva e spegneva: quel fischio venne battezzato akanaki e spendemmo un’oretta anche per lui.
Il dilemma della voce si presentò dopo le riprese di Cinzia. Le sue parti “cantate” vennero registrate di nuovo da Vittoria (che nel frattempo era entrata quasi clandestinamente nel gruppo), mentre di Cinzia tenemmo i recitati.
All’inizio di Febbraio, dopo i gelidi giorni della Merla, ci trasferimmo nella mia casetta genovese per iniziare il lavoro di editing e mixaggio.